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| CURIOSITÀ | ||||
FRANCESCO PETRARCA |
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| È del 1364 un'ordinanza di Bernabò Visconti che intimava a Maffeo Maggi - suo castellano - di risparmiare il castello di Pagazzano dalla distruzione perché doveva essere destinato all'accoglienza di Francesco Petrarca, il quale avrebbe fissato la sua dimora in quel posto prima di effettuare le sue visite alla città di Bergamo, ospite dell'amico orafo Enrico Capra. La questione è tuttavia ancora contestata da alcuni studiosi i quali ritengono che alcune date sulla presenza del poeta a Pagazzano non coincidono con i documenti rinvenuti sulla demolizione dei castelli della zona ordinati dal Visconti. La presenza del Petrarca a Pagazzano è però ora affermata con sicurezza dagli ultimi studi i quali testimoniano che il poeta soggiornò a Pagazzano per ben 3 volte (forse anche 4 volte) prima della data dell'ordinanza di Bernabò Visconti (Cfr. il sito dell'Università di Pisa) Inoltre si ha la certezza della sua permanenza a Pagazzano in quanto il poeta ne fa accenno esplicito in una nota autografa in capo alla revisione dei Triumphi (Cfr. G. Frasso, Il mio solitario rifugio, in L’Erasmo, 4, 2001, p. 12 ss.). | ||||
È del 1364 un'ordinanza di Bernabò Visconti che intimava a Maffeo Maggi - suo castellano - di risparmiare il castello di Pagazzano dalla distruzione perché doveva essere destinato all'accoglienza di Francesco Petrarca, il quale avrebbe fissato la sua dimora in quel posto prima di effettuare le sue visite alla città di Bergamo, ospite dell'amico orafo Enrico Capra. La questione è tuttavia ancora contestata da alcuni studiosi i quali ritengono che alcune date sulla presenza del poeta a Pagazzano non coincidono con i documenti rinvenuti sulla demolizione dei castelli della zona ordinati dal Visconti. La presenza del Petrarca a Pagazzano è però ora affermata con sicurezza dagli ultimi studi i quali testimoniano che il poeta soggiornò a Pagazzano per ben 3 volte (forse anche 4 volte) prima della data dell'ordinanza di Bernabò Visconti (Cfr. il sito dell'Università di Pisa) Inoltre si ha la certezza della sua permanenza a Pagazzano in quanto il poeta ne fa accenno esplicito in una nota autografa in capo alla revisione dei Triumphi (Cfr. G. Frasso, Il mio solitario rifugio, in L’Erasmo, 4, 2001, p. 12 ss.). |
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IL CARCERE |
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| Si ritiene che nel mastio si trovi un passaggio che conduceva ad un edificio adibito a luogo di detenzione. Un indizio della presenza del carcere è il cancello in ferro alla fine del corridoio del mastio, posto a circa quattro metri da terra, corrispondenti al primo piano. Altre ipotesi lo collocherebbero negli androni degli attuali sotterranei. | ||||
Si ritiene che nel mastio si trovi un passaggio che conduceva ad un edificio adibito a luogo di detenzione. Un indizio della presenza del carcere è il cancello in ferro alla fine del corridoio del mastio, posto a circa quattro metri da terra, corrispondenti al primo piano. Altre ipotesi lo collocherebbero negli androni degli attuali sotterranei. |
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LA SCUDERIA |
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| La scuderia all'interno del castello ha una certa somiglianza con quella progettata da Leonardo da Vinci per Ludovico il Moro a Vigevano (PV). Le due strutture sono probabilmente di epoca differente infatti, quella di Pagazzano, ha presumibili origini seicentesche con rifacimenti settecenteschi. | ||||
La scuderia all'interno del castello ha una certa somiglianza con quella progettata da Leonardo da Vinci per Ludovico il Moro a Vigevano (PV). Le due strutture sono probabilmente di epoca differente infatti, quella di Pagazzano, ha presumibili origini seicentesche con rifacimenti settecenteschi. |
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LA STAMPA ERRATA |
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Nel web si può trovare la stampa sotto riportata che, a differenza della scritta, non riproduce il castello di Pagazzano ma, molto probabilmente, quello di Maccastorna (LO). L'errore di attribuzione è stato dovuto quasi sicuramente all'errata trascrizione del nome del castello e alla successiva confusione tra il fortilizio di Pagazzano e quello di Maccastorna (sotto riportata). |
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| Nel web si può trovare la stampa che, a differenza della scritta, non riproduce il castello di Pagazzano ma, molto probabilmente, quello di Maccastorna (LO). L'errore di attribuzione è stato dovuto quasi sicuramente all'errata trascrizione del nome del castello e alla successiva confusione tra il fortilizio di Pagazzano e quello di Maccastorna. |
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