GRUPPO
 
È del 1364 un'ordinanza di Bernabò Visconti che intimava a Maffeo Maggi - suo castellano - di risparmiare il castello di Pagazzano dalla distruzione perché doveva essere destinato all'accoglienza di Francesco Petrarca, il quale avrebbe fissato la sua dimora in quel posto prima di effettuare le sue visite alla città di Bergamo, ospite dell'amico orafo Enrico Capra. La questione è tuttavia ancora contestata da alcuni studiosi i quali ritengono che alcune date sulla presenza del poeta a Pagazzano non coincidono con i documenti rinvenuti sulla demolizione dei castelli della zona ordinati dal Visconti. La presenza del Petrarca a Pagazzano è però ora affermata con sicurezza dagli ultimi studi i quali testimoniano che il poeta soggiornò a Pagazzano per ben 3 volte (forse anche 4 volte) prima della data dell'ordinanza di Bernabò Visconti (Cfr. il sito dell'Università di Pisa) Inoltre si ha la certezza della sua permanenza a Pagazzano in quanto il poeta ne fa accenno esplicito in una nota autografa in capo alla revisione dei Triumphi (Cfr. G. Frasso, Il mio solitario rifugio, in L’Erasmo, 4, 2001, p. 12 ss.).
Il G.C.C.P. (Gruppo della Civiltà Contadina di Pagazzano) è un'associazione di volontari nata il 22/12/2005 è composta da 13 volontari e, dall'aprile del 2007 dopo aver frequentato un apposito corso per diventare "Guide del castello", da 12 ragazzi.
Il Gruppo ha come finalità la valorizzazione del maniero attraverso l'organizzazione di eventi culturali e manifestazioni varie.
Gestisce perciò l'intera struttura a nome del Comune di Pagazzano che ne è il proprietario.
Il primo presidente fondatore è stato G. Pilenga; gli è succeduto M. F. Moriggi mentre l'attuale è F. Pagani.

   
L'attuale logo è stato creato nel 2007 da Gira Studio.
Nel web si può trovare la stampa che, a differenza della scritta, non riproduce il castello di Pagazzano ma, molto probabilmente, quello di Maccastorna (LO).
L'errore di attribuzione è stato dovuto quasi sicuramente all'errata trascrizione del nome del castello e alla successiva confusione tra il fortilizio di Pagazzano e quello di Maccastorna.

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