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Ingredienti: formaggio quartirolo tagliato a cubetti. Peperoni Lombardi tagliati a pezzi. Olio e formaggio grana padano grattugiato. il tutto va messo in un una ciotola e mischiato. Dopo questa operazione servire in tavola (un appunto: i peperoni Lombardi dovrebbero essere stati tolti, puliti e sminuzzati da un vaso già preparato alcuni mesi prima in salamoia).

Si tratta di una classica e nutriente ricetta primaverile. Innanzitutto il nome significa “Uova e erba del Dente di Leone”. Come si prepara? Bisogna far bollire le uova. Si fanno bollire anche le erbe che sono state precedentemente lavate (un tempo si raccoglievano nei campi prima della fioritura del tarassaco). Alla fine si serve in tavola. Il tarassaco deve essere condito generalmente con aceto o limone, olio e sale q. b. Alcuni aggiungono anche l’aglio.

Ricetta semplice per gusti antichi. In questo caso si tratta di un abbinamento di fantasia che coincide anche con il risparmio. Preparazione: si fa bollire il latte. In seguito si aggiunge la polenta fredda tagliata a cubetti. Il latte e la polenta devono essere serviti ben caldi in una scodella con la successiva aggiunta (a piacere) dello zucchero. A causa della presenza dello zucchero che dovrebbe eliminare il sapore salato della polenta il piatto non è adatto per chi è diabetico… Ricetta indicata soprattutto in periodi freddi. PROSSIMA RICETTA: Coniglio e polenta

Rìs e lacc (=Riso e latte) Altra ricetta di una semplicità enorme, che mescola il sapore salato con quello dolce. Preparazione: si fa bollire il latte. Poi a fuoco lento si aggiunge il riso che deve essere cotto. La presenza del cuoco deve essere contiua perché il latte ha bisogno di essere continuamente mescolato in quanto trasborda facilemente dal tegame. A cottura terminata si aggiunge lo zucchero q. b. e si serve in tavola ben bollente. Se il latte usato è intero, il risultato è una sorta di minestra densa di latte, amalgamata con il riso. PROSSIMA RICETTA: Polenta e latte

Le nostre ricette nascono dai ricordi infantili… In ogni caso erano frutto della fantasia delle mamme che autilizzavano pochi ingredienti (a causa della povertà). La panàda: SEMPLICEMENTE si prendeva del pane raffermo che veniva bollito nel brodo di carne già salato. Il tutto si mescolava fino ad ottenere una sorta di poltiglia. Dicevano che facesse bene e che fosse molto digeribile per gli stomaci delicati dei bambini… In alcuni casi durante la bollitura si aggiungeva un uovo crudo che dopo un continuo rimescolamento si spargeva nella pentola in grumi, formando una sorta di  “minestra” bianco-giallastra. Per chi poteva si aggiungeva infine del grana grattuggiato. PROSSIMA RICETTA: Ris e lacc

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